Federico Castelli

Collezioni Bold, Taaac, Marmo + Marmo L, Marmo

Biografia

Formatosi in Industrial Design, Federico Castelli nel 2006 inizia la professione collaborando con diversi studi di design. Nel 2016 fonda il suo omonimo studio specializzato nelle molteplici discipline del design, dal prodotto alla grafica, dagli interni agli allestimenti, vantando collaborazioni con IB Rubinetti, Max Mara, Innova energie . Al centro di ogni suo progetto è situato l’elemento estetico, non come un ideale assoluto, ma piuttosto come il risultato di uno lavoro assiduo e coerente.

Intervista
Quali sono stati i criteri che hai seguito o che ti hanno ispirato nella scelta della forma?

MARMO: L’idea generale era quello di progettare un rubinetto che avesse una base, che potesse dare, non l’idea di essere incastrato, ma l’idea di essere appoggiato. Tutto il resto è venuto di conseguenza: il marmo doveva dare il senso di sostenere il peso del rubinetto mentre la bocca si ispira al tubo, concetto più semplice di vettore d’acqua.

TAAAC: Ispirato dai device tecnologici (era appena uscito l’apple watch) che tutti i giorni ci portiamo in tasca e che ci accompagnano nell’arco della nostra giornata con le loro forme squadrate ma arrotondate e gentili.

BOLD: Volevo rievocare l’archetipo del rubinetto, della leva e della maniglia, enfatizzando lo stile industriale in modo che fosse di facile interpretazione ma con connotati decisi e forti.

Cosa raccontano di te i tuoi prodotti?

La versatilità, non mi ritengo una persona fortemente salda a dei concetti nello specifico, ma molto volubile. Questo fa si, ogni giorno, che io possa approcciarmi al progetto in modo molto diverso, lo dimostrano i miei progetti con dei presupposti di forma e linguaggio molto diversi da loro.

Cosa rappresenta / dovrebbe rappresentare il Design per te?

Il design in primis rappresenta la conseguente predisposizione alla necessità di risolvere dei problemi esistenti. Lo percepisco come un indole, quella capacità di andare oltre all’esistente e di trovare un significato nuovo alla realtà che ci circonda.

Qual’è il prossimo oggetto che vorresti disegnare?

Sono tanti ma in particolare un braccialetto.

Ti ritieni più un viaggiatore o un lettore della realtà?

In realtà dipende, a volte estremamente viaggiatore e a volte estremamente lettore.
Se devo fare un bilancio però mi ritengo molto più lettore della realtà.

Il tuo sogno nel cassetto?

Spero di lasciare qualcosa su questo mondo, fare in modo che la mia presenza sulla terra si sostanzi in qualcosa anche di utile per qualcosa e per qualcuno.

Com’è lavorare con IB?

È molto bello perché dal primo momento la voglia è quella di rompere subito le acque senza sovrastrutture, è un’azienda strutturata su una famiglia i cui componenti hanno personalità e ruoli ben diversi e precisi. Quindi collaborare e progettare con loro significa aggiungersi in maniera totalmente libera, autonoma nel progetto con le proprie caratteristiche e idee che vengono ascoltate e rispettate come uno di famiglia.

Il rubinetto è l’ultimo complemento del bagno che viene scelto nonostante sia quello con il quale interagiamo tutti i giorni, sei stato influenzato da questo fattore?

Assolutamente si infatti marmo vuole essere esattamente il punto di partenza di un “progetto bagno” data la particolarità della sua forma e dei materiali. Con marmo cerco di mettere in discussione questo percorso e mettere come protagonista il rubinetto nella scelta del bagno.